Salviamo Viganò: stop ai lavori nel Patio della Facoltà di Architettura e Società

Caro Rettore, In questi ultimi giorni si è assistito al procedere veloce di alcuni lavori di manutenzione del Patio della Facoltà di Architettura e Società-Politecnico di Milano in via Ampère 2: si tratta – è stato chiaro da lunedì 17 u.s. – anche della realizzazione di un riempimento della “cavea” centrale. Alcuni gradoni, infatti, sviluppandosi lungo tre lati dello spazio aperto ma coperto del patio, configuravano una sorta di teatro, dando forza al luogo intorno al quale ruota e cresce tutto il progetto, architettonico e pedagogico, di Vittoriano Viganò a cui venne affidato l’ampliamento della “vecchia” facoltà (opera, come Lei ben sa, di un altro maestro milanese, Gio Ponti). I lavori in corso, ad una consultazione effettuata presso gli organi istituzionali della facoltà (Presidenza, Giunta e Consiglio), sono iniziati senza che sia avvenuta alcuna comunicazione né circa le ragioni che ne hanno determinato la necessità né circa le modalità per il loro soddisfacimento, ne tanto meno sono pervenute informazioni sulle finiture che verranno adottate (che appaiono, se le indiscrezioni verranno confermate, a dir poco paradossali: grès porcellanato e altri materiali simili!). Inutile, sicuramente, sottolinearLe il valore, non solo simbolico e affettivo di quest’opera, rara espressione di un “Brutalismo italiano” che ha avuto in Vittoriano Viganò (docente di questa facoltà) il suo massimo esponente, ma anche una delle ultime opere di vera Architettura Contemporanea a Milano (1970-85). In virtù di quanto espresso, i docenti del Consiglio di Corso di Laurea in Architettura della Facoltà di Architettura e Società (riunitosi nella seduta del 18 u.s.), nell’invitarLa a prendere visione direttamente delle gravi trasformazioni che sta subendo quest’opera, Le chiedono di intervenire per far interrompere l’ingiustificato scempio. I docenti della Facoltà, inoltre, mettono a completa disposizione dell’Ateneo tutte le professionalità di cui sono espressione, affinché si possa pervenire ad una soluzione in grado di garantire sia il soddisfacimento delle esigenze che ne hanno determinato la necessità sia l’integrità dell’edificio progettato da Viganò. Confidando in un Suo tempestivo intervento, il CdL di Architettura, Facoltà di Architettura e Società Milano, 19 Novembre 2008 per vedere delle immagini del patio > http://www.lablog.org.uk/2008/11/19/trasformazioni-improprie/ per vedere l'elenco dei firmatari > http://spreadsheets.google.com/pub?key=p-VUlOQUdT_vPulTE4uzHZg --------------------------- --------------------------- DI SEGUITO UN MESSAGGIO DELLA PROF.SSA BAGLIONI (delegato del Rettore alle attività edilizie dell'Ateneo) E UN MESSAGGIO DEL RETTORE chi ritenesse le risposte adeguate e sufficienti può: - chiedere di essere rimosso dalla lista dei firmatari (mail@lablog.org.uk) - non sottoscrivere la petizione chi invece firmerà ugualmente e chi non chiederà la rimozione del proprio nome continuerà a sostenere le richieste e le ragioni di sopra espresse --------------------------- --------------------------- Da: adriana.baglioni@polimi.it Oggetto: risposta per il patio Viganò Data: November 21, 2008 8:20:24 PM GMT+01:00 Rispondo io, anche per il rettore, perché sono responsabile delle attività edilizie dell'ateneo. Innanzitutto ritengo doveroso precisare che l'intervento di riqualificazione del Patio Viganò era stato inserito nel Programma triennale dei lavori 2008-2010 e quindi, come previsto dalla legge, pubblicato su intranet per 60 giorni nell'autunno 2007, al fine di raccogliere eventuali obiezioni; poiché non ne erano intervenute, era stato approvato dal Consiglio di Amministrazione. Successivamente l'intervento era stato inserito anche nell'aggiornamento annuale 2008 del suddetto programma. Cliccando su: Attività>Edilizia>La Programmazione>Programma Triennale (www.intranet.polimi.it/view.php?id=2074)trovate questi documenti; trovate anche il Programma 2009-2011, pubblicato il 9 settembre 2008 e che verrà reso definitivo - con le eventuali modifiche proposte a seguito della pubblicazione - il 16 dicembre 2008. Poi vi ringrazio per il vostro coinvolgimento. Mi auguro che, tutti insieme, troveremo le soluzioni opportune per migliorare un indispensabile intervento tecnico e per completare l'ipotesi di allestimento della cavea anche in vista del suo utilizzo notturno, chiesto dagli studenti: l'ipotesi progettuale in questione è stata approvata dalla Commissione studentesca del 30 ottobre. E ora veniamo alle motivazioni dell'intervento: sostanzialmente c'era la necessità di un risanamento per evitare le infiltrazioni (non solo di umidità, ma di acqua vera e propria) che oltre ai danni diretti (visibili nelle foto che vi allego) provocano la proliferazione di pericolosi parassiti (una specie di zecche portate dai piccioni). Come vi è noto, sempre a causa delle infiltrazioni d'acqua, anche la copertura dell'edificio dovrà essere rifatta e i lucernari dovranno essere abbondantemente "ripresi", ma di questo intervento se ne parlerà l'anno prossimo. Dovendo comunque coibentare il solaio a terra, si è colta l'opportunità di installare un sistema di riscaldamento a serpentine di acqua calda, poste sotto il pavimento. Il Patio è molto amato da tutti noi ed è molto utilizzato dagli studenti, perché non renderlo godibile anche nella stagione più fredda? Adesso, in particolare, può fungere da estensione della nuova sala realizzata sotto la balconata. Abbiamo già ricevuto la testimonianza di molti studenti che ci sono grati per questo impegno dell'Ateneo nel creare nuovi spazi-studio e che difendono come una loro conquista questo progetto di riqualificazione del Patio. La soluzione trovata non è stata scelta a caso: vi posso dimostrare che per un anno sono state valutate tutte le possibilità, a partire dal riscaldamento per irraggiamento a gas. Ma nessuna era idonea, soprattutto per ragioni di sicurezza e di salubrità. Se si saranno migliorati la salubrità e il comfort del patio, credo che saremo solo stati coerenti con le finalità del progetto Viganò che voleva farne luogo di aggregazione. Per quanto riguarda le finiture, l'allestimento e l'arredamento, l'arch. Leanza dell'ATE è pronto ad accogliere ogni suggerimento e a confrontarsi con tutti, come sempre; lo ha già fatto in questi giorni, con delegazioni di studenti. Ovviamente, anch'io sono a vostra disposizione. Cordiali saluti, Adriana Baglioni, prorettore delegato. --------------------------- --------------------------- Da: rettore@polimi.it Oggetto: [lista pd] patio di architettura in via Bonardi Data: November 24, 2008 1:35:42 PM GMT+01:00 A: pd@polimi.it Cari amici di Vittoriano Viganò, Desidero partecipare al dibattito sui lavori del Patio di Architettura con un ricordo personale e una considerazione. Il ricordo Un giorno (erano gli anni ’90) Vittoriano Viganò mi chiamò nel suo studio. Doveva realizzare una piccola passerella pedonale di circa 15 metri di luce (mi sembra a Salò) dove aveva una casa. Mi disse che in quella località era molto conosciuto e desiderava lasciarvi un segno riconoscibile della sua architettura. Mi esplicitò così il suo desiderio: Tu sei un ingegnere strutturista, devi essere a servizio degli architetti, progettami una trave reticolare del tutto diversa dalle solite, così che tutti possano capire che la passerella è un’opera di Vittoriano Viganò. Gli disegnai una trave Warren con sei diagonali e una particolarità: le due diagonali terminali erano poco inclinate sull’orizzontale, le quattro centrali erano disposte in modo da evidenziare una doppia V, le iniziali del suo nome,. Approvò l’idea, non gli interessarono i particolari costruttivi o il fatto che il tutto fosse concepito a “sgrondo” d’acqua (come ad esempio i tubi quadri disposti a 45 gradi) per evitarne i ristagni e quindi per allungare la vita della struttura in acciaio nei confronti della corrosione. Nonostante questo suo disinteresse verso questioni che Lui chiamava da “ingegneri”, io fui soddisfatto: gli avevo fatto raggiungere il suo obiettivo. Vi allego una foto della passerella realizzata, leggermente modificata rispetto al primo schema per rispettare l’altimetria degli appoggi. La considerazione Credo che Vittoriano, oggi, sarebbe ben contento di una modesta modifica (peraltro facilmente reversibile) della quota di un pavimento destinata a migliorare l’utilizzo di un patio che aveva concepito per essere utilizzato da allievi e docenti della Sua facoltà. Essa non altera il Suo desiderio (quello vero e profondo) di legare strettamente il suo nome alle sue opere, rendere riconoscibile la loro attribuzione alla sua persona, lasciare un ricordo immediatamente percepibile di sé. Questa era una delle sfide che Lui ha posto alla base dei suoi progetti. Dobbiamo riconoscere che, giusta o sbagliata che fosse, Vittoriano la ha pienamente raggiunta. Giulio Ballio Ingegnere
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